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ETICHETTA      ‘ISPIRAZIONE DI CREATIVITA’’

Il concetto di  Rei nell’approccio al dojo non è spesso recepito inizialmente nel suo corretto significato. Esso assume infatti importanza nel corso del tempo, sviluppandosi nelle sue varie sfumature. Quando ad un certo livello tutti  i Do giapponesi  integrano una loro spiritualità, il Rei appare più chiaramente nelle sue finalità. Esso è fondamentalmente parte integrante della consapevolezza di tutta la cultura tradizionale giapponese. Trae origine dal concetto elementare che, se la forma esteriore è adeguata e corretta,  seguirà un identico impulso interiore. In effetti  ciò non può non apparire in stridente contrasto con le moderne concezioni occidentali. Il pensiero occidentale insiste sul fatto che sentimenti interiori  onesti portino naturalmente ad una forma corretta. In Occidente le tecniche di istruzione nell’arte stimolano l’ispirazione della creatività dello studente all’inizio. Solo in seguito egli viene istruito in formule definite, nella prospettiva e via dicendo. In Giappone avviene esattamente il contrario. Questo concetto è evidente nell’approccio giapponese al Rei: impartite uno standard, fornite un modello ed aspettatevi che si riempia con una disposizione d’animo adeguata. In  questo tipo di cultura, in cui è data grande importanza all’impassibilità esteriore ed al contegno stoico,           
l’etichetta, una volta padroneggiata nella forma, diviene, nel suo contenuto, un metodo di autocontrollo ed allo stesso tempo una via per affinare spirito e materia (nel nostro caso movimento esteriore).
Rei rappresenta così la nostra presenza nel dojo. E’ lo stile della ‘delicatezza’. E’ il contenimento delle emozioni. Internamente si può gioire od avvampare di rabbia; ma nel Rei esteriore non ci sono indizi di tutto ciò, e così un nemico viene privato del vantaggio di penetrare lo stato d’animo dell’ avversario. Nella pratica normale è come se  ai compagni di allenamento venisse risparmiato il fatto di invadere inadeguatamente l’interiorità di chi si trova loro davanti.
E’ quindi un concetto vitale per diverse ragioni pratiche. La  pericolosità della palestra di allenamento è molto limitata dal possedere metodi rigidamente prestabiliti per muoversi, sedersi, scambiarsi le armi.
Il Rei è la forma, la cornice, per sostenere e, a volte, anche per isolare la nostra anima. E’ come se esso ci insegnasse il giusto modo di sederci di fronte ad un altare, ma lasciando ad ognuno la scelta dell’oggetto della sua adorazione.
REI
La pratica ed i canoni 
del dojo possono influenzare
il nostro stile di vita moderno
in maniera molto radicale...
Yukio Mishima