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TAKEMUSU:      CREATIVITA’

Takemusu, creatività, intesa come componente guida dell’insegnamento del M° Saito, di cui ne ha sempre caratterizzato il modo chiaro e netto di interpretare la vera eredità di O’ Sensei.

Senza Saito Sensei non si avrebbe quel riscontro così  importante dell’incontro tra innovazione e testimonianza o coscienza di qualcosa che aveva tratto origine molte centinaia di anni prima, e che interpretava la Tradizione.

Ciò che si era protratto per lunghissimo tempo per necessità ed in tutte le sue forme fisiche, mentali e morali, ha avuto la possibilità di rinascere nel desiderio di ricreare forme di movimento nuove e più adatte ad interpretare lo spirito più intimo dell’arte marziale giapponese, contemporaneamente all’avvento dei nuovi venti culturali del periodo post-bellico. Ma mantenendone le radici.
Tutt’oggi nella cultura o nello stesso linguaggio nipponico si osservano quelle inconfondibili caratteristiche etiche, e sociali, che nonostante l’incredibile modernizzazione si sono conservate immutate nel corso dei secoli.
E’ in quest’ottica che il concetto di arte marziale tradizionale ‘nuova’ va rivisitata, a tanti anni dalla sua elaborazione.
E’ il ‘Traditional Aikido’, come ha spiegato Saito Sensei, volendo imprimere con forza ancora maggiore uno spirito di autenticità che poteva essere tranquillamente accomunato a quella nuova caratteristica di desiderio di sperimentazione e di innovazione tipica della moderna società che si era formata dopo la sconfitta.
Anche in ciò si scopre il senso che l’Aikido vuole imprimere individualmente nel corso del suo studio: il movimento, le sue forme, l’equilibrio, a nulla sono posti dei limiti, lo sviluppo è continuo sia fisicamente che mentalmente, pur partendo da basi solide e concetti inamovibili.
Con Takemusu si vuole indicare il concetto secondo cui interiorizzate le basi dell’arte, è dato al praticante, nel suo continuo allenamento, di offrire risposte infinite e personalizzate al continuo evolversi degli ‘eventi’.
Creare ma con decisione e forza fisica e spirituale, senza cedere allo stesso tempo ad una inutile ricerca esasperata di perfezionamenti solo estetici, inefficaci nella realtà, e pericolosi, dando l’illusione che movimenti troppo elaborati ed amplificati  possano essere di reale utilità.
Mai lo furono nel passato, quando la tradizione era tramandata per la sopravvivenza di coloro che sarebbero succeduti, in epoche in cui l’arte marziale doveva necessariamente essere ‘viva’. E l’Aikido, nel suo continuo sviluppo e nel rinnovamento creativo della Tradizione, è ‘vivo’ tutt’oggi.

Francesco 2011
Tradizione
Scoprire la capacità di
sviluppare qualità
sconosciute... 
ma come tanti hanno
già fatto prima di noi.