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L’Aikido è unico per il fatto che possa essere considerato principalmente un’arte di difesa. Esso non prevede nel suo insieme tecniche di attacco, rivelando in ciò i suoi principi filosofici ed etici. L’ideale per il praticante esperto è servirsi unicamente del controllo necessario ad una neutralizzazione il meno possibile cruenta del pericolo esterno. Sta nella sua esperienza giudicare a quale livello imporre le sue tecniche difensive.

L’Aikido, nelle forme del Takemusu, mantiene comunque una pratica potente e, praticato nella maniera tradizionale, così come è stato insegnato dal suo Fondatore, mantiene un forte carattere marziale. Le tecniche vengono eseguite con precisione e fermezza, ma senza intenzione violenta; potenti leve articolari ed immobilizzazioni permettono il controllo e la neutralizzazione dell’avversario senza causargli ferite o traumi. L’Aikido prevede, infatti, tecniche capaci di causare seri danni al corpo, ma i suoi principi impediscono di avere un comportamento così distruttivo: il fine è di anticipare situazioni di scontro fisico, coltivando la fiducia in se stessi, grande consapevolezza ed intuizione.

Raggiungere ciò richiede sì molti anni di pratica, ma l’Aikido, per i suoi concetti interiori diventa in maniera naturale la disciplina di tutta una vita. Un allenamento autentico porta a progressi tecnici costanti ed a una migliore comprensione della propria natura umana e degli altri, indipendentemente (cosa davvero unica) dall’età in cui chiunque voglia iniziarne l’apprendimento.


O’Sensei chiamò l’arte marziale che perfezionò a Iwama dopo la seconda guerra mondiale Takemusu Aikido cioè ‘sorgente inesauribile di tecniche di Aikido’. Oggigiorno indica lo stile insegnato da Saito Sensei, il cui successo si può attribuire alla sua maestria tecnica ed al suo approccio razionale all’insegnamento. Quest’ultimo ebbe a sua volta la fortuna di passare più tempo di qualunque altro, sia prima che dopo la guerra, ad allenarsi direttamente col Fondatore, Morihei Ueshiba.

I suoi metodi si distinguono per la pari importanza che egli attribuisce al taijutsu (tecniche a mani nude) e alle armi dell’Aiki che sono il ken (spada) ed il jo (bastone). La pratica di queste ultime, di cui Saito acquisì la maestria nei lunghi anni ad Iwama, comporta una migliore comprensione della distanza nel combattimento, della posizione e dell’equilibrio del corpo, induce ad adottare una buona postura, un rafforzamento delle braccia e delle spalle, e quindi un miglioramento dell’esecuzione delle tecniche a mani nude.


Arte di difesa
nella forma originale del
TAKEMUSU