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Aikido Club Cesena

Il Dojo: Via Dell’Amore, 17  | Cesena (FC) |  tel. 347 8280786  |  e-mail: info@aikidocesena.it

‘Tutto scorre come un fiume...’  Eraclito


Dal ‘polemos’, il movimento e l’armonia che scaturiscono dall’eterna lotta tra i contrari...


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L’ARTE MARZIALE VA DIVULGATA
luogo di allenamento
ed approfondimento
il dojo
PRATICARE SUL TATAMI
Takemusu Aikido Cesena
La lezione base consiste in un riscaldamento e stretching iniziale per abituarsi a più naturali torsioni corporee od alle leve articolari. Successivamente si effettuano esercizi che educano il corpo ai movimenti di base ed migliorano l’equilibrio. Il principiante come i più esperti vi partecipano per far sì che essi diventino insiti durante la pratica delle tecniche vere e proprie come nella vita di tutti i giorni. Tipico di un allenamento base è poi lo sviluppo delle tecniche che si studia a coppie. I principianti vengono seguiti dai maestri, dagli istruttori ed allenatori con la dedizione che il loro grado necessariamente comporta.
Nella prima parte della lezione si eseguono inoltre varie serie di cadute, elementi importanti dell’arte marziale in quanto il fisico impara a affrontare senza rigidità l’impatto col suolo che, pur essendo per i principianti rappresentato dal tatami imbottito, rappresenta spesso uno dei limiti iniziali da superare (dapprima avverrà sempre in maniera molto  delicata). Grande importanza è data poi allo sviluppo del senso di movimento e fluidità i quali contraddistinguono in modo così particolare quest’arte, essendo esse le chiavi caratteristiche su cui questa è fondata.




L’uniforme indossata nel dojo è solitamente il judogi reperibile nella maggior parte dei negozi sportivi. Durante il periodo iniziale è sufficiente venire in tuta, sì che ognuno possa provare senza alcun impegno particolare. Il judogi (o keikogi) è           
l’uniforme dello aikidoka che nella pratica normale si rende necessario per effettuare tecniche o per semplice protezione durante le cadute sul tatami, oltre che confermarsi di enorme praticità e comodità come abbigliamento di allenamento. Anch’esso diventerà parte dell’etichetta (rei), che assieme a tutti gli altri comportamenti assume vari significati, non solo pratici ma impostati a correggere tutti gli stati emotivi, al fine di migliorare l’autocontrollo ed affinare lo spirito in una crescita morale ispirata dal tenace allenamento fisico.
nell’insegnamento   definire degli standards sul proprio esempio personale

Non esiste competizione alcuna tra i compagni di allenamento, non esiste agonismo, non esistono differenze gerarchiche se non legate ad un rispetto riconosciuto a coloro che prima hanno raggiunto un maggior livello di esperienza ed si dedicano a condividerla con gli altri nel dojo. Esiste un fine imprescindibile nella pratica, il tramandare agli allievi le proprie conoscenze per poter far sopravvivere la tradizione marziale ben oltre i limiti di tempo concessici.